Crimine.it - Torna alla home
Torna alla Home
Ultime Notizie Invia un Email
Google  
 iscriviti alla newsletter    

Eventi Formativi, Eventi formativi

Archivio Archivio

Problemi e limiti della perizia
Problemi e limiti della Perizia grafica Considerazioni su Italia e USA

E’ con la sentenza William DAUBERT, et al., vs. MERRELL DOW PHARMACEUTICALS, INC. che la Corte Suprema degli Stati Uniti detta norme generali per quanto attiene alla ammissibilità dei periti ( expert witness) nelle procedure giudiziarie. Oltre agli aspetti squisitamente giuridici di rilevanza dell’argomento in relazione al caso, la Corte enuncia anche alcuni principi generali, in tema di perizia.
La Corte, in sostanza stabilisce che :
(c) A fronte di una offerta di testimonianza scientifica esperta secondo la regola 702, il giudice del dibattimento, conforme alla regola 104(a), deve fare una valutazione preliminare se il ragionamento di fondo o la metodologia del testimone è scientificamente valido e può essere applicato correttamente ai fatti di causa. Molte considerazioni riguarderanno la questione, incluso se la teoria o la tecnica in questione può (ed è stata) essere esaminata, se è stato sottoposta alla revisione e pubblicazione di pari, il relativo tasso di errore conosciuto o potenziale e l'esistenza ed il mantenimento di standard di controllo delle sue operazioni e se ha ottenuto l'accettazione diffusa all'interno della comunità scientifica. Successivamente la Corte richiama le condizioni in cui si può ricorrere al perito, citando le Regole Se una conoscenza tecnica, scientifica o altra conoscenza specializzata possono assistere il giudice del fatto a comprendere l’evidenza, o a determinare il fatto in questione, allora un teste qualificato come esperto per conoscenza, abilità specifiche, esperienza, formazione o istruzione può testimoniare sotto forma di rendere un opinione o altrimenti. Infine esamina il e precisa il senso delle locuzioni utilizzate, segnatamente per quel che riguarda la testimonianza “ scientifica”. “L’oggetto della testimonianza di un perito deve essere “ conoscenza….. scientifica”” “L’aggettivo “ scientifico implica il basarsi sui metodi e le procedure della scienza. Similmente la parola “ conoscenza” definisce di più che convinzioni soggettive o di non supportati ragionamenti” “ Pur riconoscendo che non vi sono certezze in Scienza, la Corte asserisce che per qualificare una inferenza o una asserzione “ conoscenza scientifica”, essa deve derivare dal metodo scientifico. La testimonianza di un esperto deve essere pertinente a una conoscenza scientifica che abbia affidabilità probatoria. Il giudice deve fare una preliminare valutazione se il ragionamento o il metodo che sottostà a quella testimonianza è scientificamente valido. Infine la Corte chiarisce cosa sia scientificamente valido : La metodologia scientifica, oggi, si basa su generare ipotesi, e testarle, per vedere se esse possono essere falsificate. Questa metodologia è ciò che distingue la scienza dagli altri campi della ricerca umana. Sotto il rasoio della Daubert vengono a cadere (negli USA) le perizie grafiche. Esse non rispondono (si dice) al principio di falsificabilità. Sono quindi prive di uno degli elementi fondamentali per cui si possa ammettere il parere di un testimone come expert witness. La sentenza Daubert apre un ampia esegesi sul testo della Corte Suprema. Ma tutti, all’interno di questa esegesi, sembrano concordare sulla necessità di due caratteristiche fondamentali : principio di falsificazione, e stima del tasso di errore. Un parallelo di questo con la situazione italiana è istruttivo. Ho personalmente assistito, nelle aule, alle affermazioni di cosiddetti se-promossi “periti grafici” che teorizzavano la non applicabilità del principio di falsificazione alla perizia grafica, in quanto essa apparterrebbe alle “ Scienze Umane”, dimostrando, in tal modo, solo abissali livelli di ignoranza di qualsiasi fondamento epistemologico. E’ in preparazione un saggio, con queste perle, e relativi nomi e cognomi. Il problema della Scienza. Scienza è un qualsiasi oggetto (disciplina) suscettibile di essere trattata con un procedimento operazionalmente definito, passibile di falsificazione. L’arte non è scienza. La poesia non è scienza. Caratteristica fondamentale della Scienza (di un gruppo di scienze) è quella di essere predittive. La falsificazione è inerente al processo di previsione. Se la previsione si avvera la scienza è tale, se non si avvera è un’altra cosa. Le scienze umane – per come alcuni usano questo termine-sono una barzelletta. Sarebbe molto più corretto in scienza e non al bar, chiamarle “discipline”. La Storia non è scienza, è racconto Non può essere falsificata. Lo stesso vale per la poesia, la letteratura, l’arte. Le scienze vere poi si dividono in due grandi famiglie. Quelle completamente autoreferenziali – il valore verità dei loro enunciati si ha per dimostrazione logica-deduttiva, una volta accettati gli assiomi e le regole di calcolo. Tali sono la matematica e la geometria. Non userei, neppure per esse, il termine di “ scienza” Sono, in realtà, linguaggi. Che aiutano e rendono possibile la scienza. Il loro grado di certezza è assoluto. E poi le scienze che lavorano sul reale. Il valore verità dei loro enunciati si ha sulla base della loro capacità di prevedere i fatti. Il valore-verità ( più esattamente la congruità) delle teorie che presiedono agli enunciati è il semplice risultato di un calcolo delle probabilità. Espressa una teoria, e fatta sulla base di essa una previsione, quante volte l’evento atteso ci verificherà rispetto al numero degli eventi possibili ( nella stessa identica situazione) ????? Per convenzione se si verifica meno di 90 volte su 100 la teoria è da buttare ( p.< 0.1). Per essere esatti, se si approssima, se mi dà un p .2, o 3 viene declassata al rango di ipotesi. Se meno proprio è da buttare Le scienze sono poi più o meno esatte a seconda di quanto è grande quel p. Da 0.1 a 0.0000001. E’ il valore medio di quel p. che nell’uso comune ( ma anche in quello tecnico) determina la differenza di status tra le scienze. L’esistenza di un p molto basso ( = . 001, o minore ) è ciò che caratterizza fisica, chimica etc….. Il p. significativamente più alto (= .1, o minore caratterizza psicologia, economia, metereologia etc….). Normalmente nelle scienze che si occupano dell’uomo ( che non hanno niente a che vedere con le “scienze umane” citate dal tizio sopra) il p è alto ( = o minore di .01) Quando la Corte suprema parla di “ tasso di errore riconosciuto o potenziale” chiede, in ultima istanza “ dammi il p. “ Scienza non è mai “ esatta”. Scienza è semplicemente l’affermazione “date queste condizioni si verificherà questo evento, con un p < di “0.1”.” Se lancio una moneta non truccata per 1000 volte (N eventi possibile), testa esce per 500 volte, +/- 10%. Se non esce o la moneta è truccata o la statistica come scienza è da buttare. Ma esce. Con tuttociò scienza non è né meglio né peggio di arte. In genere un trattato di matematica non mi fa star bene come un quadro di Van Gogh, o come la VI di Beethoven. (a qualcuno si). Ma né con Van Gogh, né con Beethoven si mandano i missili sulla luna, o si stabiliscono certezze, o si fanno previsioni. Per cui un perito che dichiara in un’ aula che lui applica una scienza umana è solo da internare in manicomio (o da rimandare alle elementari). Il problema della perizia grafica giudiziale (per come veniva presentata) come “ scienza” l’aveva già risolto H. Poincarè ( Nobel per la matematica, per avere teorizzato il calcolo delle probabilità. Perito nell’affare Dreyfus). “Una cosa che quando è simile è uguale,e quando è diverso è dissimulazione, non è scienza “ ( citazione imprecisa – a memoria). Infine – cosa che dimentichiamo spesso, la scienza si occupa di affermare che una cosa è dimostrabile vera o falsa. Non pretende affatto di esprimere la sua opinione su tutte le cose. Ciò che non è dimostrabile (come quasi sicuramente, con p pari a….) vero o falso, con i suoi strumenti, e conformemente ai principi base della logica (identità, non contraddizione, terzo escluso) semplicemente non esiste, per lei. E’ altro. Indovini, maghi, cartomanti, astrologi si accomodino pure. Ma fanno “altro”. Status Epistemologico della perizia Grafica. Sulla Iowa Law Review 82 IALR 21 October, 1996 esce un articolo di Michael J. Saks e D. Michael Risinger, dal titolo “SCIENCE AND NONSCIENCE IN THE COURTS: DAUBERT MEETS HANDWRITING IDENTIFICATION EXPERTISE” In questo articolo gli autori sostengono, rifacendosi alla sentenza McKenna in Starzecpyzel che il “forensic document expertise” non è una scienza. “Non c’è niente nella disciplina che si risolva in o incoraggi risultati organizzati e pubblicazioni di osservazioni in forme ripetibili. Non c’è una accettata tassonomia di sufficiente precisione per produrre dati interdipendenti quantificabili, o osservazioni interdipendenti comparabili di qualsiasi precisione. Non c’è stata alcuna revisione teorica che avesse un minimo di significato in quasi 100 anni, e non c’è alcun incoraggiamento professionale, o incentivo per provare a falsificare le teorie esistenti.” Continuando gli autori affermano che nella loro forma forte, i due principi base della perizia grafica, così come affermati dal perito Mary Wenderoth Kelly nella causa Starzecpyzel, e cioè che non vi sono due persone che scrivono esattamente alla stessa maniera, e che nessuno scrive la stessa parola esattamente nello stesso modo due volte sono semplicemente affermazioni metafisiche non scientifiche. “ A un certo livello due cose non possono essere esattamente uguali., e questa è una intuizione non empirica che sottostà ad entrambi gli assiomi. Tuttavia la scienza non lavora con differenze metafisiche, ma con differenze e similarità che possono essere usate per asserire accuratamente una origine comune……..Le due affermazioni non sono ovvie intuitivamente. Queste affermazioni sono suscettibili di verifiche potenziali con metodo scientifico, ma esse non sono state praticamente assoggettate a nessun test, e la scarsa quantità di dati disponibili non le conferma abbastanza. Queste sono le ragioni per cui il giudice McKenna ha dichiarato che la perizia grafica è una non-scienza” Gli autori procedono poi ad una rassegna dei tests condotti dalla FORENSIC SCIENCES FOUNDATION , con la partecipazione di alcuni laboratori, e sostengono che gli studi della FSF portano alla seguente conclusione : “ una lettura piuttosto generosa dei dati sarebbe che nel 45% dei casi le conclusioni dei periti grafici hanno dato risultati corretti, nel 36 % hanno sbagliato parzialmente o totalmente, nel 19 % erano incapaci di giungere ad una conclusione “ (attenzione : questo significa che tra fare una perizia grafica per attribuire un testo, o lanciare una moneta, è più sicuro -dà maggior prevedibilità- il lancio della moneta. Poiché un testo è, o non è di quella mano, la moneta mi dà comunque il 50%. + 4 rispetto al 46) “ Per adesso, la più gentile asserzione che possiamo fare è che non esiste evidenza disponibile che dimostri l’esistenza di “ esperti” nella identificazione di manoscritture” La sentenza Daubert, gli scritti di Sacks , Risinger e ulteriori analisi sulla attendibilità delle perizie grafiche condotti da Kam, Fielding and Conn (1997), Kam, Wetstein and Conn (1994), Found, Sita and Rogers (1999) Kam, Gummadidala, Fielding and Conn (2001) and Sita, Found, Rogers (2002) porteranno alla conclusione prevalente ( Giudice Mc Kenna) nella legislazione americana che la perizia grafica non è scientifica, ma viene riconosciuta come una abilità pratica e quindi ammissibile sulla base dell’evidenza. Sostanzialmente il perito non è legittimato ad esprimere un parere – di per sé credibile- come avviene per l’”expert witness” che rivesta lo status di testimone scientifico, ma solo, in quanto testimone non scientifico, che e’ portatore (solo) di “ conoscenze tecniche o altrimenti specializzato” ad evidenziare elementi, a favore e contro l’attribuibilità/non attribuibilità sui quali la giuria si formerà una propria opinione. (Tennessee Supreme Court -McDaniel decision 1997) Robert J. Mendes afferma che “ le decisioni ( delle corti) meglio argomentate mostrano che l’esperto può discutere le similarità e le differenze nella scrittura, ma non può stabilire una conclusione ultimativa relativamente alla identità dell’autore. Queste decisioni affermano che, mentre la “scienza” dell’analisi su manoscritture è sufficientemente ben fondata per identificare sottili differenze e similarità per il giudice dei fatti, non c’è alcuna certa evidenza che un analista può fornire un giudizio valido relativamente alla identità. Per questa ragione – le decisioni stabiliscono- conclusioni assertive relative all’autore non soddisfano le richieste della Regola 702” Qualche considerazione sull’Italia. Ho incrociato prassi peritali, e affermati fondamenti teoretici, tra loro molto diversi. Per quanto riguarda i fondamenti teoretici vi sono pratiche che si rifanno alla misurazione (Marchesan) e pratiche che derivano da assunti di tipo psicoanalitico (Moretti). Teoricamente ambedue attentibili. Se volessimo fare un paragone con la psicologia è la differenza che esiste tra scale metriche e tests proiettivi. Con, al loro interno, la differenza pratica che mentre per la somministrazione e interpretazione di massima di una scala psicometrica è sufficiente avere una decente preparazione (per la interpretazione “ fine” è tutt’altro discorso) la valutazione e interpretazione di un reattivo proiettivo richiede, in misura di gran lunga maggiore, cultura, studio, esperienza. ( Credo di essere morto dal ridere quando ho messo le mani su un saggio di 4 paginette scritto da un “ grafologo” che discuteva di Rorshach e grafologia. Io sono psicologo. Ho due specializzazioni. 30 anni di professione. Se ho bisogno di un Rorshach ricorro a qualche collega che per 10 anni ha fatto più o meno solo quello. E il grafologo in questione è un geometra). Il problema è che questi fondamenti teorici, per quanto concerne la loro pratica applicazione, non sono stati mai sottoposti a validazioni “a tappeto” e che non esistono dati condivisi e ricerche ripetibili su quello che sia il loro tasso di errore. Né, in merito, sono a conoscenza di studi metodologicamente corretti, ma è possibile che questo sia un mio limite. Discorso completamente diverso per quanto riguarda la prassi peritale. In essa sembrano esistere due “ filoni”. I narcisisti ( o, forse, disonesti) e gli onesti artigiani. Va detto che gli onesti artigiani non possono essere altro che questo. La creazione di dati condivisi e di ricerche sul tasso di errore, la definizione dei protocolli operativi non è compito attribuibile ad un singolo, ma ad una intera comunità, scientifica o professionale. Gli onesti artigiani si attengono a quanto, anche in Italia alcuni hanno sostenuto, scritto e praticato (Bravo, Cristofanelli, Vettorazzo, etc…..). “Quando analizzate peritalmente un testo cercate le somiglianze, ma anche, e soprattutto le differenze, perché sono queste, e il rapporto tra loro, pesato e interpretato, che costituiscono la dirimente”. E se non hanno le condizioni per poter procedere, si fermano. I narcisisti-disonesti fanno altro. Sono gli istrioni della perizia. Guitti della macrofotografia. Abilissimi nell’uso di frasi prive di senso. Esperti nella commedia dell’arte. Raffinati aritmetici di rapporti e misurazioni (come con la piramide di Cheope) Maestri nell’identificazione di “gesti fuggitivi” che Moretti non si è mai sognato di definire tali, e che, magari, ad una banale e sommaria ricerca appartengono al 50 % della popolazione. E seguono una costante. Aggiogare il carro dove vuole il padrone del momento. E, se non ci sono le condizioni per poter procedere poco importa, si trovano lo stesso, tanto non esistono protocolli, e “.. come, non metterete mica in dubbio quello che dico io, Principe (dei buffoni di corte) “???!!!! Il modo migliore per impedire ad una disciplina di crescere, e farne ricadere i costi su tutti.


Autore: Carlo NOCENTINI


lunedì 26 luglio 2021
BLOG
Grafologia Scientifica
Osservatorio sul bullismo
Consulenti
Consulenze fiscali
Ricerca Consulenti Tecnici
Unione Consulenti
Forze dell'Ordine
Carabinieri
Guardia di Finanza
Polizia di Stato
Vigili Urbani
I miei siti
Lorè Research Group
Marisa Aloia
Psicodiagnosi
Informazioni
ADNKRONOS
ANSA
Quotidiani in edicola
Media & Spettacoli
Eventi
Le televisioni sul web
Musica
Scienze Forensi
Antropologia Forense
Cinema & psicoanalisi
Corso Psicologia Forense
Criminalistica
Editore specializzato
Facoltà di Psicologia Offerte Formative
Grafologia Giudiziaria
Il primo portale di Psicologia
La perizia sul danno
Links Istituzionali
Ordine Nazionale Psicologi
Osservatorio Tribuario
Previdenza per gli psicologi
Psichiatria online
Psicologia e Giustizia
Psicologia giuridica
Psicologia in movimento
Risorse Giuridiche Tutela Ambientale
Scienze Medico Legali
Serial Killer Italiani e Stranieri
Servizi Web
Siti Giuridici
Altalex - News e aggiornamenti
Ass. Italiana Giovani Avvocati
Camere Penali
Codici e leggi consultabili gratuitamente dal web.
Consiglio Nazionale Forense
Enti o Tribunali
I codici in rete
Informazione giuridica
Linea legale
Ministero Grazia e Giustizia
Mondo Giudiziaio
Un portale per il Diritto Penale
Siti Utili
Acronimi
Asta giudiziaria
Comprare su internet
Enciclopedia
Genera COGNOMI
Modulistica pronta
Orario Traghetti
Orario Voli
Pagine Bianche
Ricerca itinerari stradali
Situazione Traffico
Trenitalia
Uno sguardo sul mondo
Strumentazione
Materiale per attività investigativa
Microscopia e lenti
Strumentazione Forense
Utility
Autocertificazione
Calcola il codice Fiscale
Calcola la data di scadenza del tuo incarico
Calcola la rivalutazione monetaria (indice FOI).
Calcolatore danno biologico lesioni micropermanenti
Cerchi un libro?
Cerchi una rivista?
Consultazione dei codici, cerchi un articolo?
Programmi free
Ricerca abi e cab
Verifica la partita iva
web master www.altab.net