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UMBRIA: SCRITTURA E DISTURBI ALIMENTARI

da Lorella Lorenzoni, responsabile AGP Umbria

Breve Compendio
Interessantissimo il seminario sui disturbi alimentari e la scrittura che si è svolto il 26 Settembre nella splendida cornice della sala della Fondazione S.Anna a Perugia.
Il tutto organizzato dalla collega Lorella Lorenzoni, già nostra collaboratrice, ecco il breve compendio al Convegno:
Considerato che Perugia è una meta difficile da raggiungere da varie città italiane, la grande affluenza alla Giornata Studio AGP UMBRIA ha dimostrato come l'A.G.P sia in una fase di crescita ed espansione, grazie anche alla presentazione di Giornate di Studio di grande interesse in cui spiccano, come in questo caso, nomi di relatori conosciuti e stimati in campo grafologico e medico. Il tema prescelto " Scrittura e disturbi alimentari", ha destato attenzione e coinvolgimento da parte del pubblico considerando che, benché ampiamente trattato in ambito clinico e sociologico, per quanto riguarda la letteratura grafologica questa è assai scarsa.
L'organizzazione ha cercato un feed back continuo con i partecipanti in modo da monitorare un indice di gradimento, che è stato notevole.
Purtroppo il primo intervento (Guidi-Focardi) non è stato ben compreso dal pubblico, sia per problemi di audio nella sala sia per una lettura troppo veloce da parte dei due relatori.
Il secondo intervento curato da R.Travaglini- Presidente A.G.P. è stato seguito e apprezzato sia per i contenuti molto dettagliati che per l'esposizione chiara. A seguire l'intervento della grafologa E.Settembrini è parso molto suggestivo e poetico e ha sensibilizzato i partecipanti sul difficile tema dell'anoressia.
La relazione di A.R Guaitoli ha focalizzato l'attenzione dei partecipanti sulla scrittura di anoressici esaminati nel decorso del disturbo e sulla possibilità di aiuto che può offrire la grafologia. Bisogna segnalare che i partecipanti , per lo più professionisti, desiderano approfondire in questi incontri la parte grafologica mentre a volte ci si dimentica che in queste giornate è importante trattare il tema "grafologia" particolarmente in questo caso, sotto l'ottica di studi "moderni" (visto il dilagare dei disturbi alimentari nella nostra società attuale) . Interessanti e attuali quindi i due interventi a dei dottori A.Vigliotti e V.Tarantino, orientati e documentati attraverso studi e ricerche medico/scientifici.
Apprezzata è stata anche la relazione della psicologa e grafologa M.Aloia che ha presentato un argomento poco conosciuto, ma per questo non meno problematico, come quello della vigoressia (il fanatismo dei culturisti per lo sviluppo muscolare ) , che ha brillantemente esposto. Ipotesi interessante è sembrato lo studio approfondito, ancora in fase di ricerca, della grafologa M. Carrano che ha evidenziato le differenze grafiche in soggetti anoressici e bulimici, sottolineando che il suo lavoro era il risultato di uno studio su una piccola campionatura di scritture.
Caldamente accolta dai partecipanti è stata la relazione tenuta dalla grafologa Angela Mele che, attraverso la presentazione di numerose scritture, ha messo in evidenza come temi di "privazione" sfida" e "potere" siano elementi ricorrenti in numerose scritture di anoressici per i quali, secondo una sua personale definizione " è l'Io che ha fame, non il corpo". La giornata si è conclusa con un affascinate viaggio attraverso la presentazione di immagini sui mutamenti dei presentato da E.Manetti. Quest' ultimo intervento, di brillante ricerca sociologica e grafologica, avrebbe avuto un impatto maggiore se presentato non a fine sequenza ma inserito nel corso della stessa, cosa che, purtroppo a causa di alcuni imprevisti non è stata possibile.

Se lo desiderano i relatori sono inviati ad inviare i loro Abstract che saranno di seguito pubblicati.

Premessa al Convegno
I disturbi del comportamento alimentare sono in grande aumento nella nostra popolazione:
anoressia,bulimia,sovrappeso,obesità ma anche diete e stili alimentari non equilibrati, digiuni o alimentazioni troppo lontane dalla nostra cultura.
Molteplici sono gli aspetti che si intrecciano ad un tema così importante: i fattori socioculturali,la percezione del corpo, l'autostima, i rapporti familiari/genitoriali /affettivi, i vissuti personali.
Le valenze psicologiche legate all'alimentazione sono profonde, il cibo ha infatti valore simbolico e spesso diventa il tramite per trasmettere messaggi inespressi.
Da non sottovalutare inoltre come alcuni disturbi alimentari siano strettamente collegati anche a numerose condizioni patologiche come il diabete, le malattie cardiache e molte altre patologie più o meno gravi.
Proprio la popolazione giovanile mostrerebbe, secondo le attuali ricerche, un comportamento alimentare inappropriato sia per una scarsa consapevolezza in merito all'alimentazione che per una distorta interpretazione dei propri stimoli corporei, complici ovviamente i messaggi della moda e dei mass-media che idealizzano la magrezza come sinonimo di bellezza e di fascino.Partendo da queste riflessioni, il convegno si pone come un momento di incontro tra gli studi grafologici e le testimonianze di professionisti del settore per collocare in una panoramica di confronto scientifico gli attuali studi sui disturbi alimentari.
Cosa narra il corpo e cosa evidenzia la scrittura ? Nell'esposizione dei vari interventi cercheremo di valutare quanto la grafologia possa oggettivamente inserirsi e integrarsi come strumento di ricerca e conoscenza.

Per primo quello della collega Anna Rita Guaitoli:
E la grafologia può essere di aiuto?

La multifattorialità delle cause, la complessità dell'inquadramento nosologico, la modificabilità delle manifestazioni legate all'evolversi del contesto sociale-culturale, dovrebbero di per sé impedire ai grafologi generiche affermazioni e semplicistiche convinzioni intorno alla "SCRITTURA dell'anoressia".
Eppure, di fronte a questa malattia che è sicuramente da considerarsi epidemia sociale (300% di incremento negli ultimi 10 anni) e che sta diventando la prima causa di morte nelle malattie mentali giovanili (20%), tentare le possibilità della grafologia per eventuale aiuto, da integrare agli altri interventi del percorso terapeutico, sembra essere doveroso.
Nella rilevazione statistica, per esempio, sono emersi dati dal peso probabilistico forte; questi elementi, raggruppati in sindromi, si sono dimostrati capaci di toccare alcuni tratti di personalità (autostima debole, ansia, perfezionismo, controllo) sicuramente presenti nell'anoressia.
Il problema è che molti di questi aspetti (grafici e di personalità) sono in numero notevole presenti nelle scritture, e negli adolescenti, di oggi.
Al momento, l'analisi grafologica si dimostra di sicuro apporto solo per leggere nel tempo l'evolversi di situazioni di disturbo. Si ritiene possibile -previa preparazione specialistica approfondita e supervisioni- rivendicare per la grafologia anche un ruolo di consultazione intorno alle grafie della dichiarata guarigione: per cercare di individuare se persistono elementi grafici che indichino il perdurare della presenza di quella "idea" che si gioca con il corpo. "Idea" che è, ricordiamolo, soprattutto legata al problema dell'identità, compito principale tra i compiti che l'adolescente deve assolvere.

Ecco l'atteso contributo di Angela Mele Presidente Nazionale del CESGRAF

PRIVAZIONE, SFIDA E POTERE:
la simbologia della zona inferiore della scrittura

Pervenire ad un quadro clinico/psichiatrico/sociologico esatto e infallibile dei disturbi alimentari non è possibile a causa delle varie situazioni e meccanismi interiori e ambientali che intervengono, tanto che le stesse teorie in merito sono spesso controverse e ancora in discussione tra clinici, sociologi, psicologi, psichiatri. Sappiamo che i disturbi psichici possono essere condizionati geneticamente e, nella loro insorgenza, da fattori ambientali, e che gli uni e gli altri sono reciprocamente intrecciati. Il problema è quindi molto complesso e non solo per i grafologi, ma la domanda che ci dobbiamo porre noi grafologi è se questi movimenti interiori e ambientali che danno origine a disturbi alimentari, come l'anoressia e la bulimia, possono essere rilevabili dalla scrittura. Personalmente sono dell'opinione che l'intervento del grafologo sia molto più adeguato e utile quando tratta le scritture in un'ottica di prognosi più che di diagnosi (d'altra parte l'anoressia o la bulimia si diagnosticano da sé, come sintomi ben visibili manifestati esplicitamente dalla trasformazione del corpo), più difficile è indagare sulle dinamiche interiori che hanno determinato questi stati. Ed è - a mio parere - proprio in un' ottica prognostica che il grafologo può portare un contributo valido lavorando all'interno dell'équipe medica, attraverso l'osservazione longitudinale delle scritture, indagandone le dinamiche personali e ambientali parallelamente alle terapie e contribuendo a fornire elementi di maggiore comprensione dell'insieme dei fattori che hanno scatenato la malattia e la sua evoluzione/remissione/ricadute, raccogliendo scritti scaglionati nel tempo, dall'infanzia fino al sorgere e all'evolversi del disturbo.
Effettuando una ricerca su scritture di anoressici diagnosticati, ho potuto constatare che, benché ogni caso abbia una sua specificità, esiste tuttavia uno stile di "scrittura anoressica" che, concentrandosi in una zona media bassa, infantile, narcisistica e captativa, amputa la zona inferiore, considerata simbolicamente, secondo gli insegnamenti di Max Pulver, la zona del corpo, dei bisogni istintuali di sopravvivenza, del mondo fisico, della materia, della conservazione di sé. Ho quindi intitolato la mia relazione PRIVAZIONE, SFIDA E POTERE: la simbologia della zona inferiore della scrittura perché in ogni scrittura esaminata sono emersi aspetti di
privazione nella vulnerabilità della zona media che si presenta immatura e infantile, addossata, schiacciata, priva di ritmo vitale, e nella mutilazione della zona inferiore che si presenta rattrappita, accartocciata, fetale, ritorta, regressiva, malferma; sfida e potere perché questa stessa zona media, così deprivata dei suoi riferimenti di sorgente di sicurezza, presenta costantemente rivalse di tipo narcisistico (arrotolamenti, gancetti, avvalorati in zona superiore da "specchietti narcisistici"), come rivendicazione di un potere nel catturare l'attenzione su di sé. Al sentimento di frustrazione, l'anoressico risponde infatti con modalità di compensazione sotto forma di varie strategie che si manifestano non solo nell'esigenza di porsi al centro dell'attenzione, ma nel trasformare gli elementi di fragilità in presunta forza e dominio su di sè e sugli altri (formazione reattiva); la simbologia della zona inferiore : poichè corpo e materia sono i protagonisti di questa malattia, va da sé che i loro messaggi siano simboleggiati proprio dalla struttura di questa zona, negletta e amputata. Il corpo negato delega così all'Io il suo bisogno di nutrimento, ed è l'Io (la zona media captativa) ad avere fame, non il corpo (la zona inferiore rinnegata).



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Autore: AGP UMBRIA
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